Recensione “Un vicino di casa quasi perfetto” di A. J. Banner

Titolo: Un vicino di casa quasi perfetto

Autore: A. J. Banner

Editore: Newton Compton

Genere: Romanzo – Thriller

Sottogenere: Thriller Psicologico


Quella sera di ottobre a Sitka Lane era ancora tutto perfetto. Il cielo al crepuscolo era uno spettacolo di sfumature cangianti di rosa e oro. Le prime foglie cadevano sul prato, i cedri e gli ontani ondeggiavano dolcemente nella brezza oceanica.

Un luogo tranquillo e sereno dove vivere, dove Sarah, scrittrice di libri per bambini, vive insieme a suo marito, il dottor Johnny McDonald. Nella stessa strada ci sono altre case, altre famiglie, altre vite… altri segreti.

I vicini di Sarah, i coniugi Kimball: lei una “diva” lui assolutamente comune e la loro figlioletta Mia. Dall’altro lato della strada, Jessie Ramirez e sua mamma; Jessie è un’adolescente, studentessa modello, o almeno lo era prima di iniziare a frequentare Adrian. Accanto, i Calassis, e alla fine della strada i Frenkel. Nel giardino davanti alla casa ad angolo, il cartello VENDUTA.

In una strada come Sitka Lane, in cui c’erano solo sei case, spaziose e identiche, era difficile – ma non impossibile – mantenere dei segreti.

Una sera di ottobre, mentre Johnny è lontano per lavoro, una tragedia improvvisa, un incendio, manda in frantumi il mondo di Sarah. Qualcuno ha appiccato il fuoco alla casa accanto, distruggendo anche la loro, e causando la morte dei Kimball; Sarah però, con un atto di eroismo, riesce a salvare la piccola Mia. Dopo essersi ripresa in ospedale, lei e il marito devono trovare una sistemazione temporanea e grazie all’agente immobiliare della città, Eris Coghlan, si trasferiscono in un cottage immerso in un bosco, vicino al fiume, un po’ isolato rispetto al loro quartiere, ma con nuovi vicini: la stessa agente immobiliare e Theresa, che vive con il marito e il figlio nella casa in fondo alla strada. Mentre le indagini continuano, portando alla luce nuovi elementi, Sarah scopre un segreto che la costringe a dubitare di tutti coloro che le stanno accanto, dei suoi vicini, dei suoi amici, e persino di qualcuno ancora più vicino a lei.

In copertina è riportata una citazione del New York Times: “E’ meglio iniziare a leggerlo quando siete certi che nessuno vi interromperà”. Effettivamente è un libro che si legge in un paio di sere, grazie ad uno stile narrativo lineare e scorrevole. Tuttavia non ha quel ritmo che dovrebbe avere un vero thriller psicologico: qualche descrizione di troppo, finalizzata più ad “allungare il brodo” che ad aggiungere indizi o riflessioni mirate; personaggi di contorno delineati poco e superficialmente (anche se “di contorno”, potevano essere coinvolti maggiormente nelle vicende del vicinato). Per quanto riguarda il finale è comune, immaginabile in parte, ma inaspettato per altri motivi; motivi legati ad avvenimenti che non vengono mai descritti durante il romanzo, ma solo alla fine. Da acquistare e da leggere… se capita l’occasione.

Forse è nella natura umana attaccarsi alle cose materiali, lo facciamo per ricordarci che siamo vivi.

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