Recensione “Le Fiabe di Beda il Bardo” di J. K. Rowling

Titolo: Le Fiabe di Beda il Bardo

Autore: J. K. Rowling

Editore: Salani

Genere: Racconto

Sottogenere: High Fantasy (fantasy epico)


L’intera saga di Harry Potter in sintesi, ma che più sintesi non si può (preventivamente chiedo venia): Harry Potter, Ron Weasley ed Hermione Granger sono tre maghi che studiano alla scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts; il preside della scuola, nonché mago potentissimo è Albus Silente. Si deve far fronte al ritorno di Voldemort, un mago oscuro che vuole dominare il mondo magico; purtroppo Silente muore e nel testamento lascia in eredità la sua copia personale delle Fiabe di Beda, ad Hermione (rispetto a Harry e Ron è l’unica ad aver studiato antiche rune); questo libro sarà molto importante per vincere la battaglia contro il male.

Le Fiabe di Beda il Bardo sono una raccolta di storie scritte per giovani maghi e streghe. Sono state popolari favole serali per secoli, perciò il Pentolone Salterino e la Fonte della Buona Sorte sono altrettanto familiari a molti studenti di Hogwarts quanto Cenerentola e la Bella Addormentata nel Bosco lo sono ai bambini Babbani (non magici). Le storie di Beda assomigliano alle nostre favole per molti aspetti; per esempio, la virtù vi è generalmente ricompensata e la cattiveria punita. C’è però un’ovvia differenza. Nelle favole Babbane, la magia sta di solito alla radice dei problemi dei protagonisti: la strega cattiva ha avvelenato la mela, o ha fatto dormire la principessa per cent’anni, o ha trasformato il principe in un’orribile bestia. Nelle Fiabe di Beda il Bardo, invece, incontriamo eroi ed eroine in grado essi stessi di praticare la magia, ma che ciononostante hanno le nostre stesse difficoltà a risolvere i propri problemi. Le storie di Beda hanno aiutato generazioni di genitori magici a spiegare questa triste verità ai loro figli: la magia crea tanti problemi quanti ne risolve. […]

Con questa introduzione della scrittrice J. K. Rowling si apre la raccolta di fiabe di Beda il Bardo, tradotta da Hermione Granger, con commenti del Professor Silente. In alcune di queste 5 fiabe viene spontaneo ricercare dei riferimenti a fiabe Babbane (non magiche…quelle comuni che conosciamo un po’ tutti):

Il Mago e il Pentolone Salterino: un vecchio mago gentile usava la magia del suo calderone per aiutare gli abitanti del villaggio; alla sua morte il calderone andò in eredità al figlio affinché continuasse ad usarlo per far del bene; il figlio però non aveva buone intenzioni… merito del calderone il suo cambiamento! Subito viene in mente la fiaba dei fratelli Grimm La pappa dolce.

La Fonte della Buona Sorte: in un giardino magico, protetto da alte mura, si trova la fonte della buona sorte: una volta l’anno il muro si apre e lascia passare un solo fortunato che potrà bagnarsi con le sue acque e trarne benefici; tre streghe ed un cavaliere riescono a passare ma… chi di loro riuscirà a raggiungere la fonte?

Lo Stregone dal Cuore Peloso: protagonista è uno stregone bello, ricco e pieno di talento, con la paura di essere colto e rovinato dall’amore. Pagherà a caro prezzo questa sua convinzione. Un po’ inquietante, ma coinvolgente, ricorda vagamente La Bella e la Bestia.

Perchè, dunque, una fiaba così macabra è sopravvissuta? A mio modo di vedere, Lo Stregone dal Cuore Peloso è rimasta intatta attraverso i secoli perché parla agli abissi più oscuri di tutti noi. Riguarda una delle più grandi e meno riconosciute tentazioni della magia: la ricerca dell’invulnerabilità.

Baba Raba e il Ceppo Ghignante: non si potrà non sorridere nel leggere le vicende di un furbo imbroglione che si fingerà mago per ottenere i favori di un re; e che ne sarà di lui quando Baba Raba, una vera strega, scoprirà i suoi intenti? Abbindolato e preso in giro è anche l’imperatore protagonista della fiaba di Andersen I vestiti nuovi dell’Imperatore.

La Storia dei Tre Fratelli: tre maghi, fratelli, dai caratteri e desideri molto diversi, per una inaspettata circostanza si trovano davanti alla Morte e hanno la possibilità di chiedere un dono; ecco che compaiono i Doni della Morte: la Bacchetta di Sambuco, la Pietra della Resurrezione e il Mantello dell’Invisibilità. Che uso faranno i fratelli, di questi preziosi doni? Di tutte e cinque le fiabe questa è sicuramente quella più conosciuta perché decisiva nella battaglia contro Voldemort; degna di nota è la riproduzione stilizzata, sotto forma di fumetto nel film Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1.

La morale della Storia dei Tre Fratelli non potrebbe essere più chiara: gli sforzi umani per evitare o sconfiggere la morte sono destinati al fallimento.

La lettura è semplice, scorrevole e piacevole, si esaurisce in una serata; sicuramente sono fiabe adatte ai bambini ma possono interessare e perché no, insegnare qualcosa in più, anche agli adulti. In quanto ai commenti di Silente, ci sono molti riferimenti ai personaggi e al mondo magico, quindi chi non è già “inserito” in questo contesto, potrebbe trovarli un po’ noiosi. Per un’appassionata del genere come me, è stata una piacevole lettura e i commenti – nella mia mente immaginavo Silente proprio accanto a me – hanno dato quel tocco in più che mi ha permesso di tornare indietro nel tempo a quando lessi il primo volume di Harry Potter! Libro consigliatissimo, non può assolutamente mancare sulla mensola accanto a tutta la saga!

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