Recensione “Chiamami col tuo nome” di André Aciman

Titolo: Chiamami col tuo nome

Autore: André Aciman

Editore: Guanda

Genere: Romanzo

Sottogenere: Rosa (di introspezione e a tratti erotico)


Se avesse saputo, se solo avesse saputo che gli stavo dando l’opportunità di fare due più due e di ottenere un numero più grande di infinito…

Anni ’80. Elio, diciassettenne timido e sensibile, si prepara per trascorrere le vacanze estive nella villa di famiglia in Riviera. Ogni anno suo padre, professore universitario, ospita un ragazzo per lavorare alla tesi post-dottorato; quella che di solito è una scocciatura per Elio si rivela un’inaspettata sorpresa quando a presentarsi alla villa è Oliver, 24 anni, biondo, carismatico, sfacciato ma bello come un attore americano. Elio ne rimane affascinato e tra i due nasce subito un’intesa.

Vedi qualcuno, anzi, non lo vedi realmente, è dietro le quinte. Oppure lo noti, ma non scatta nulla, non ti “prende”, e prima ancora che tu sia consapevole della sua presenza, o che qualcosa ti turba, le sei settimane che ti sono state offerte sono quasi passate e lui è partito o poco ci manca e ti affanni per accettare una cosa che, a tua insaputa, ti cresce sotto il naso da giorni e presenta tutti i sintomi di ciò che puoi solo chiamare Lo voglio.

Hanno molte passioni in comune e trascorrono le giornate a nuotare, giocare a tennis, andare in bicicletta e parlare di libri e musica. All’inizio sembrano studiarsi, sorprendendosi spesso a guardarsi di nascosto, poi si allontanano bruscamente quando dubbi e silenzi si insinuano tra gli sguardi, quando Oliver cambia umore e comportamento “a seconda del colore del costume da bagno”.

E perché non avrei dovuto dimostrargli che ero come burro davanti a lui? Perché avevo paura di ciò che sarebbe potuto accadere? Oppure temevo che avrebbe riso di me, che l’avrebbe detto a tutti? O che avrebbe ignorato l’intera faccenda col pretesto che ero troppo giovane per sapere cosa stavo facendo? O forse perché, se lui sospettava di qualcosa – e in quel caso voleva dire che eravamo sulla stessa lunghezza d’onda – poteva avere la tentazione di agire di conseguenza? Volevo che lo facesse? O preferivo vivere nel desiderio, a patto che continuassimo quella partita di ping pong all’infinito?

Inizia così un lento gioco fatto di attese, seduzioni e sofferenze. Nasce tra i due un desiderio intenso e profondo, ma al tempo stesso fatto di paure e ossessioni.

[…] ciò che volevo io in realtà era una notte con lui, una notte sola – anche un’ora – quanto bastava per stabilire se poi l’avrei voluto un’altra notte ancora. Ciò di cui non mi rendevo conto era che voler mettere alla prova il desiderio non è altro che un sotterfugio per ottenere ciò che vogliamo senza poterlo ammettere.

Il romanzo, diviso in quattro parti, accompagna il lettore alla scoperta dell’amore, della passione, del proprio io, attraverso immagini, atmosfere, luoghi e profumi. Il racconto in prima persona, delle sensazioni, dei dolori e delle gioie di Elio, permette di ripensare alle sensazioni adolescenziali vissute: un desiderio a tratti intenso e violento e il non sapere se è corrisposto, il pensiero continuo dell’altro, la fervida immaginazione che vien fuori nei momenti più impensabili. La narrazione lenta si affianca a tratti più veloci, risultando nel complesso omogenea, carica di emozioni, soprattutto considerando la tematica trattata. E’ proprio il caso di dirlo: è un romanzo che “o lo si ama o lo si odia”. Io l’ho amato.

Fu come se, in maniera del tutto inattesa, tra noi si cancellasse qualcosa e, per un secondo non ci fosse nessuna differenza di età, eravamo solo due uomini che si baciavano, e poi perfino questa immagine sembrò dissolversi e cominciai a sentire che non eravamo più nemmeno due uomini, ma due esseri viventi.

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