LETTURE del 2019 pt.3

Buonsalve a tutti!

Nell’ultimo anno ho letto molto ma purtroppo non sono riuscita a tenere il passo con gli articoli qui sul blog. Durante le varie letture però, mi sono appuntata, per ogni libro, impressioni e sensazioni e, seppur sotto forma di mini recensioni, ho deciso finalmente di organizzarle e pubblicarle con annesse valutazioni; spero quindi di potervi offrire ottimi spunti di lettura!

Con questo terzo gruppo continua la scia dei romanzi thriller!


  1. Una perfetta sconosciutaAlafair Burke | Alice Humphrey, divorziata e disoccupata da alcuni mesi, potrebbe chiedere aiuto ai suoi ricchi genitori ma non lo fa, vuole contare solo sulle sue forza; in suo aiuto si presenta uno sconosciuto, Drew, che le offre di gestire la sua nuova galleria d’arte. E’ entusiasta dell’inaspettata proposta di lavoro ed è certa di averlo ottenuto grazie ai suoi studi e ai suoi meriti personali; è finalmente arrivata la sua occasione! Appena iniziato il nuovo lavoro, in una giornata come tante, trova il corpo senza vita di Drew; la polizia la interroga a causa di una foto che ritrae una donna identica a lei mentre lo bacia, ma Alice non ricorda di averlo fatto. Sta mentendo? O qualcuno sta cercando di incastrarla? In tal caso, chi? Non c’è tempo, deve capire e risolvere il problema! Per fortuna può contare su Lily e Jeff, due cari amici. Una storia abbastanza complessa ma ben strutturata, coerente, dal ritmo sempre crescente, con colpi di scena inseriti sapientemente: in ogni capitolo succede qualcosa di nuovo ed è davvero difficile smettere di leggere. Tensione, sospetti; a chi credere? Di chi fidarsi? Vari personaggi caratterizzati non superficialmente, suspense alta fino alla fine, indizi sparsi qua e là per guidare e confondere allo stesso tempo. Insomma, tutti gli ingredienti per un buon thriller!

Gli amici sono una compagnia ideale al cinema, al ristorante, e magari persino all’ospedale. Ma quando hai bisogno di lavarti il sangue da sotto le unghie, o di qualcuno che dorma sul tuo divano nel caso ti svegliassi nel cuore della notte e ricordassi come ci è finito, quel sangue, sulle tue dita, dovrebbe essere la tua famiglia a sostenerti.

voto: ★★★★½ /5★


  1. Le tre bambine Jane Corry | Due donne. Alison e Kitty. La prima è un’insegnante di arte che, per via di un lavoro poco remunerativo, decide di stravolgere la sua vita accettando un nuovo impiego come insegnante d’arte in un carcere; dopo poco tempo inizia a ricevere biglietti anonimi, da parte di qualcuno che sembra conoscere la sua vita molto bene. La seconda, nonostante sia costretta a vivere in un istituto, su una sedia a rotelle, per via di un vecchio incidente, comprende tutto ciò che le accade intorno, ma non è in grado di rispondere in maniera articolata e con parole di senso compiuto; quando nell’istituto si presenta un uomo, qualcosa nella sua mente scatta: inizia ad essere più agitata e preoccupata e con enormi difficoltà cerca in tutti i modi di ricordare. Il ricordo. Due donne, un legame. Ma la terza? È scavando nel profondo, nel passato, che certe verità verranno svelate. Appena preso un po’ il ritmo legato alla narrazione che si sviluppa su due linee temporali diverse e da parte di Kitty e Alison, la lettura prosegue rapida e leggera. Numerosi i colpi di scena che mi hanno spinta a voler andare sempre più avanti e non fermarmi, soprattutto nel finale. Le due protagoniste e anche alcuni personaggi secondari sono ben caratterizzati dal punto di vista psicologico ed emotivo e anche per questo penso si possa considerare il romanzo, un ‘thriller con qualcosa in più’: rapporti familiari, segreti, demoni interiori, errori ma anche capacità di perdonare, elementi che, non necessariamente tutti insieme, fanno parte delle nostre vite. È piaciuto anche a mia mamma!

È vero: quando si tratta di sorelle, il confine tra amore e odio può non essere ben definito. Nessuno ci è più vicino di chi è nato dallo stesso ventre, cresciuto nel nostro stesso ambiente sin dal primo giorno. Anche se si è diversi, si è sempre e comunque uniti. Per questo fa così male quando un fratello o una sorella ci tratta con disprezzo. È come se una parte di noi ci si rivoltasse contro.

voto: ★★★★  /5★


  1. OrrorePietro Grossi | Il protagonista e sua moglie vivono a New York, hanno da poco avuto un bambino e per Natale sono tornati nella loro Italia; decidono di rivedere dei vecchi amici per un caffè e tra una chiacchiera e l’altra vengono a sapere di una casa avvolta nel mistero; lui, in particolare, li ascolta con attenzione poiché, essendo scrittore, è sempre alla cerca di storie interessanti; infatti, rimane così affascinato e incuriosito dal racconto che al momento di rientrare negli Stati Uniti, incoraggiato anche dalla moglie, decide di restare e approfondire il mistero. Inizia così una vera e propria ricerca: vuole sapere ciò che si cela dietro quella casa, ne è ossessionato! Le indagini lo porteranno anche a rintracciare i proprietari, aggiungendo interrogativi al mistero generale. Il romanzo è impostato sotto forma di una lettera inviata dal protagonista al figlio (che al momento della narrazione ha pochi mesi) e questo comporta l’assenza di dialoghi espliciti, virgolettati, è una successione di frasi, che almeno inizialmente, finché non ci si abitua, può mandare un po’ in confusione. La trama, almeno all’inizio, è intrigante e il ritmo viene mantenuto alto, ricco di suspense, grazie alle descrizioni dei luoghi e degli stati d’animo che prova il protagonista. Nonostante la scena hard poco convincente, le varie situazioni ambigue descritte e la visita fatta ai proprietari della casa abbandonata contribuiscono a creare un clima di inquietudine e straniamento generale, presente quasi fino alla fine. Il problema è che nonostante la carica iniziale sia alta, la trama in sé alla fine risulta essere un po’ inconcludente: lascia molti interrogativi e non viene spiegato o esplicitato quasi niente, forse volontariamente. Sicuramente va lodata la capacità dell’autore, di alludere a misteri inspiegabili e ad una realtà inquietante, in cui si annida il “Male”, in maniera velata (come effettivamente avviene nel mondo, e nel nostro quotidiano). In ogni caso non mi sento di consigliarlo se, come me, di fronte ad un mistero amate una fine chiara e “spiegata”.

Semplicemente, l’infantile illusione di poter certificare la natura del male. Senza comprendere che l’orrore non sta nella consapevolezza della sua esistenza, ma nella sua capacità mimetica. Ti osserva, si traveste, svicola, ghigna di te da dietro gli angoli. E mentre ti ostini a volerlo inquadrare, ti perdi in una putrida palude, circondato dalla eco delle sue risate.

voto: ★★      /5★

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