LETTURE del 2019 pt.2

Buonsalve a tutti!

Nell’ultimo anno ho letto molto ma purtroppo non sono riuscita a tenere il passo con gli articoli qui sul blog. Durante le varie letture però, mi sono appuntata, per ogni libro, impressioni e sensazioni e, seppur sotto forma di mini recensioni, ho deciso finalmente di organizzarle e pubblicarle con annesse valutazioni; spero quindi di potervi offrire ottimi spunti di lettura!

Questo secondo gruppo accoglie due maestri del thriller: Donato Carrisi e Wulf Dorn.


  1. Il suggeritoreDonato Carrisi | Mila Vasquez è un’investigatrice specializzata nel ritrovare persone scomparse, in particolar modo bambini. Dopo aver risolto un caso che le ha permesso di ritrovarne due, viene chiamata per ritrovare un nome: il nome di una bambina, per la precisione della sesta bambina rapita, forse uccisa, da un serial killer che ne ha già rapite cinque e che come prova del suo operato ha fatto sì che venissero ritrovate esattamente sei braccia sinistre. Mila inizia quindi a collaborare con gli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila; appare subito chiaro che, dietro le scomparse e i molteplici ritrovamenti di cadaveri, ci sia un disegno oscuro e ben architettato da una mente determinata, che ha un preciso obiettivo e che non conosce altro che il male. È sempre difficile parlare della trama di un thriller – che sia film o libro – senza fare spoiler. Ciò su cui mi posso soffermare sono le sensazioni che ho provato durante le vicende di Mila e Goran: ansia, voglia di andare avanti e arrivare alla fine, bisogno di fare chiarezza e unire i puntini per vedere il disegno completo; il senso di inquietudine e a tratti di disgusto hanno contribuito a creare il clima perfetto che mi aspetto di trovare leggendo un thriller. Un romanzo completo, dal ritmo incalzante, che coinvolge il lettore non solo nelle indagini, ma anche nelle vite private dei protagonisti; legami, intrecci, il passato che ritorna, il male è una costante.

Io vedo, invece, 5 nuclei familiari. Tutti con una diversa estrazione sociale. Con diverso reddito e tenore di vita. Vedo coniugi che, per motivi vari, hanno avuto un solo figlio. Vedo donne che hanno superato abbondantemente i quarant’anni e che perciò non possono biologicamente sperare in un’altra gravidanza… Io vedo questo.” Goran si voltò a guardarla: “Sono loro le sue vere vittime. Li ha studiati, li ha scelti. Una sola figlia. Ha voluto togliergli ogni speranza di superare il lutto, di provare a dimenticare la perdita. Dovranno ricordarsi di quello che gli ha fatto per il resto dei loro giorni. Ha amplificato il loro dolore portandogli via il futuro. Li ha privati della possibilità di tramandare una memoria di sé negli anni a venire, di sopravvivere alla propria morte… E si è nutrito di questo. È il compenso del suo sadismo, la fonte del suo piacere”. […] La sofferenza ha un compito. Serve a ricomporre i legami tra le cose dei vivi e quelli dei morti. È un linguaggio che sostituisce le parole. Che cambia i termini della questione.

voto: ★★★★½ /5★


  1. La ragazza nella nebbia Donato Carrisi | Siamo ad Avechot, un paesino tranquillo situato al centro di una valle, tra le alpi, a pochi chilometri dal confine; è la vigilia di Natale, e il velo di tranquillità che protegge il paese viene strappato: Anna Lou, una timida e pacata ragazzina di 16 anni, dai capelli rossi, esce di casa, nel pomeriggio, per andare ad un incontro in chiesa, ma scompare, senza che qualcuno abbia visto o sentito qualcosa. Dopo due giorni di infruttuose ricerche, viene chiamato ad indagare l’agente speciale Vogel, un uomo vanitoso e pieno di sé, abbastanza famoso e abile nel manovrare i mess media a proprio favore: secondo lui avere l’attenzione del pubblico e apparire nelle prime pagine è il modo migliore per ottenere più mezzi e fondi. Quanto prima deve trovare un colpevole, e per farlo è disposto a mettere da parte l’etica professionale e forzare le prove. Una trama apparentemente essenziale e lineare, in realtà rivela colpi di scena, verità apparenti e manipolazioni basate sull’utilizzo dei mass media per veicolare e guidare la direzione delle indagini. Un romanzo dalle tematiche attuali: siamo circondati da sempre più programmi e talk show durante i quali si parla di episodi di cronaca nera, si proiettano immagini, video, si ascoltano registrazioni e si lascia spazio a chiunque voglia ottenere attenzione dando opinioni, senza magari avere conoscenze adeguate. Un thriller originale, ben scritto, dalla lettura scorrevole e coinvolgente, da lasciare col fiato sospeso fino all’ultima pagina. Davvero consigliato! Nota di merito anche al film, scritto e diretto sempre da Carrisi, molto fedele al romanzo, in termini di vicende, personaggi, immagini e ambientazioni; perfetti nei ruoli: Toni Servillo (ispettore Vogel), Jean Reno (dottor Flores) e Alessio Boni (prof. Loris Martini).

“La prima regola di ogni grande romanziere è copiare. Nessuno lo ammette, ma tutti si ispirano a un’opera precedente o a un altro autore. […] Non sono gli eroi che determinano il successo di un’opera. Dimenticate per un attimo la letteratura e pensate ai vostri videogame… Cosa vi piace fare in un videogame?” La domanda risvegliò l’interesse della classe. Fu proprio uno di quelli che lanciava palline di carta a intervenire. “ Distruggere le cose!” affermò, entusiasta. Tutti risero alla battuta. “Bene” lo incoraggiò subito Martini. “E cos’altro?” “Uccidere” aggiunse un secondo studente. “Ottima risposta. Ma perché ci piace uccidere in modo virtuale?” Priscilla, la più carina della classe, alzò la mano per farsi scegliere. Martini la indicò per autorizzarla a rispondere. “Perché nella realtà uccidere è proibito.” […] Martini poteva dirsi soddisfatto, li aveva fatti giungere al punto che sperava. “Vedete, il male è il vero motore di ogni racconto. Un romanzo o un film o un videogame in cui tutto va bene non sarebbe interessante… Ricordate: è il cattivo che fa la storia.”

voto: ★★★★★/5★


  1. La psichiatraWulf Dorn | Protagonista di questo thriller psicologico è Ellen Roth, una psichiatra che lavora alla Waldklinik, una clinica psichiatrica che ospita pazienti con gravi problemi. A seguito della partenza del collega e compagno Chris, Ellen – che nell’ultimo periodo è piuttosto stanca e affaticata – deve affrontare un CPI, un caso particolarmente interessante, che Chris le ha affidato: una donna vittima di violenza, di cui non si conoscono le generalità è terrorizzata, si sente minacciata da un ‘Uomo Nero’ e avvisa la dottoressa che sicuramete questo individuo inizierà a cercare anche lei. Il giorno dopo questo incontro, in clinica, della donna non c’è più traccia: le uniche prove che sia esistita sono gli appunti di Chris e la relazione scritta da Ellen, la quale si sente responsabile dell’accaduto e inizia a cercarla con ogni mezzo. Sicuramente un romanzo dall’argomento potenzialmente intrigante e inquietante (sensazioni che personalmente ho sempre, quando davanti ho un libro o un film che ha a che fare con problemi mentali e misteri). Potenzialmente perché in alcuni punti è come se qualcosa sfuggisse al filo della narrazione, come se mancassero dei passaggi necessari per capire ciò che sta succedendo; i personaggi così come certi aspetti non sono abbastanza approfonditi, ci sono colpi di scena, ma non bastano a lasciare il segno.

Proprio allora per un istante le tornarono alla memoria le parole di uno dei suoi pazienti: “A volte si riesce a ingannare se stessi tanto a lungo da credere perfino alle proprie invenzioni”.

voto: ★★★    /5★

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