INVERNO IN GIALLO CON AGATHA CHRISTIE

Buonsalve a tutti!

Eccoci alle ultime due tappe della challenge #readchristie2020, promossa dai profili Instagram officialagathachristie e libriamociblog, con l’obiettivo di approfondire la vita e le opere della famosissima scrittrice di gialli! Per i mesi di novembre e dicembre ho scelto questi due romanzi e li ho divorati sul divano, al calduccio sotto una coperta, gustando cioccolata calda:

  • Una storia ispirata dagli eventi della sua vita: Quinta colonna

Ho individuato questo titolo durante la ricerca di informazioni sulla vita della scrittrice; il primo sito che ovviamente ho consultato è stato Wikipedia, e mi ha catturata un paragrafo che riporta questo: < Intorno al 1941-42, l’agenzia di intelligence britannica MI5 fece delle indagini sulla Christie dopo che un personaggio chiamato “maggiore Bletchley” apparve nel suo thriller del 1941 Quinta colonna, che parlava della caccia a un paio di letali giornalisti nell’Inghilterra del tempo di guerra. L’MI5 temeva che Christie avesse una spia nel centro top-secret della divisione del codice segreto inglese, Bletchley Park. Le paure dell’agenzia vennero placate quando Christie disse al suo amico, il codicista Dilly Knox: “Sono stata bloccata lì sulla mia strada in treno da Oxford a Londra e mi sono vendicata dando il loro nome a uno dei miei meno adorabili personaggi” >.

Incuriosita dall’aneddoto ho deciso che, nonostante l’assenza dei miei due personaggi preferiti, Poirot e Miss Marple, avrei letto Quinta colonna. Mai decisione fu più azzeccata, dato che da essa ne è derivata la piacevole scoperta dei due investigatori Tommy e Tuppence Beresford! Una coppia scoppiettante, dalle dinamiche interne tipiche di marito e moglie e che più volte mi hanno fatto sorridere; siamo nel 1940, nel mezzo della seconda guerra mondiale e il due riuscirà, anche se con difficoltà e colpi di scena, a scoprire le due spie tedesche, soprannominate N e M, che stanno organizzando la Quinta colonna in Grean Bretagna, evitando così potenziali attacchi sul suolo inglese. I due protagonisti dalle personalità ben amalgamate, una moltitudine di ospiti dalle diverse provenienze e peculiarità tra cui indagare e un’apparente tranquilla pensione dalla quale si suppone operino le spie tedesche. Gli ingredienti perfetti per un romanzo di spionaggio che riesce a mantenere alta la suspense fino alla fine!

“È uno strano mestiere il nostro. Rispettiamo i nostri avversari e loro rispettano noi. Di solito si prova simpatia per il nostro diretto avversario… anche se facciamo del nostro meglio per catturarlo.” Ci fu un breve silenzio, durante il quale Tommy rifletté sulle curiose incongruenze della guerra. Ma la voce di Grant interruppe bruscamente le sue meditazioni. “Però esistono anche quelli per i quali non proviamo rispetto né simpatie… Sono i traditori che si trovano fra noi, nelle nostre stesse file, gli uomini disposti a tradire il loro paese e ad accettare onorificenze e vantaggi dallo straniero per cui lavorano.”

  • Una storia ispirata dalle sue professioni: Un cavallo per la strega

Anche per questo titolo ho dovuto documentarmi un po’ e ho scoperto che durante la seconda guerra mondiale, Agatha Christie ha lavorato in una farmacia e ha potuto acquisire un’approfondita conoscenza dei veleni, che le è stata utilissima in molti romanzi scritti a seguito del conflitto. Uno di questi, pubblicato nel 1961, è Un cavallo per la strega, un romanzo intriso di magia, esoterismo, stregoneria, nel quale si rischia di mettere da parte la razionalità e quelle che sono le più comuni certezze, per lasciar spazio all’irreale, al paranormale.

“Lei non crede a nulla di tutto ciò, vero? Ma ha torto. Non si può eliminare ogni cosa spiegandola con la superstizione o la paura o l’esaltazione religiosa. Verità e forze fondamentali esistono. Ci sono sempre state. E ci saranno sempre.”

Complici di questo stato d’animo sono le losche figure che compaiono: tra tutte, l’uomo delle “scommesse” e le tre streghe che abitano nella vecchia locanda Il Cavallo Pallido, che a me hanno fatto venire in mente le tre streghe di Macbeth. Un romanzo sicuramente interessante ma con qualche piccola pecca: in due/tre punti ho notato si trascinasse un po’, il finale è stato condensato in troppe poche pagine e restano degli interrogativi senza risposta; infine, purtroppo il protagonista, lo scrittore Mark Easterbrook, se paragonato agli altri personaggi principali della Christie, non ha uno spessore tale da renderlo immemorabile. Non lo consiglio a chi vuole approcciarsi alla scrittrice: potrebbe restarne deluso.

“Mio caro amico, perché in tutti i secoli la gente si è rivolta al negromante, al mago, allo stregone? In realtà solo per due ragioni. Ci sono solo due cose che la gente desidera tanto da rischiare la dannazione. Il filtro d’amore e la coppa del veleno.”

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